Sono allergico… ergo sum!

sono allergico

Forse è un pochino spinto questo titolo, comunque questa è proprio la mia intenzione: provocare un pochino i vostri animi. In ambulatorio sento da tempo frasi del tipo: “Mio figlio è allergico a tutto, ma del resto lo sono anch’io, ha ereditato da me!”.

Lo ha ereditato e basta, finita l’argomentazione, perché pare ormai che tutti sappiano che siamo un esercito di parentati allergici in perenne crescita. E la colpa è del “Signor Nessuno”, Re dei misteriosi circuiti ereditari, che si esprime attraverso una sorta di piccolo ma sfortunato hard disc.
Simili argomentazioni le sentiamo anche per giustificare i piedi piatti, l’antipatia per la matematica, l’obesità, la pigrizia, l’amore per la pittura, l’odio verso l’aglio e l’indigeribilità delle arachidi.

Stop… Halt! fermiamoci un attimo.

Perché ultimamente si esagera davvero: qui pare che si erediti tutto (e, guarda caso, soprattutto i difetti!).

Certamente non intendo buttarmi in questo luogo in una discussione dettagliata sulla Genetica, ma voglio essere sincera, personalmente non ho mai creduto che si possa ereditare la depressione, la gastrite, il diabete, il colesterolo alto, i tumori… Non riesco a crederci proprio, né in veste di donna d’istinto, e nemmeno come persona di scienza: Madre Natura non può essere così stupida. Il massimo che posso accettare è una sorta di “predisposizione” che comunque è modulabile durante la crescita.

Poi, dopo l’avvincente lettura del libro di Bruce Lipton La biologia delle credenze. Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula” Macro Edizioni 2006, ho trovato conferme delle mie sensazioni e considerazioni personali.
Ma ora non ho intenzione di farvi il riassunto dell’ormai conosciuto libro del biologo cellulare americano: leggetelo di persona; e vi sentirete molto più (potenziali) padroni del vostro corpo e quindi della vostra salute. Intanto io appena posso, ne prescrivo la sua lettura (eh già, la mia ricetta preferita a fine visita è proprio il titolo di un bel libro per aprire un po’ la scatola cranica).

Torniamo dunque alle *allergie* e al pericoloso aspetto della sua generale accettazione e del fatto che siano “semplicemente ereditarie”. Un tale punto di vista non fa altro, purtroppo, che nascondere la verità: ovvero abbiamo sempre maggiori disordini immunitari a causa del nostro errato stile di vita.

Nelle pubblicazioni scientifiche serie non troverete ovviamente nessuno che vi dice che l’ereditarietà sia l’unico fattore causale, ma nell’approccio medico e nella sua applicazione pratica viene comunque ampiamente sopravvalutato, tant’è che moltissimi pazienti si rassegnano alla loro “croce ereditaria” e non pretendono altro che convivere con il problema che pensano inguaribile.

Quando parlo di “Disordine immunitario” intendo le sue due deviazioni estreme:

1) IPER-reattività: allergie, anafilassi e intolleranze;
2) IPO-reattività: debolezza immunitaria (ammalarsi per ogni germe che ci passa accanto).

Se osserviamo questo fenomeno secondo la “Legge Universale dell’Armonia” abbiamo un sistema immunitario esageratamente attivo da un lato, e dall’altro per niente o scarsamente attivo. Manca quindi la *normo*-reattività.

Trovo parecchio curioso che gli allergici (iper-reattivi) siano molto spesso deboli di difese, per esempio nel periodo invernale (ipo-reattivi). Come se un fenomeno facesse da spalla compensatoria all’altro.
Mentre il soggetto normo-reattivo non conosce questi due sistemi reattivi.

Normo-reattive sono le persone che si ammalano prevalentemente (ma comunque raramente) di patologie acute febbrili e che guariscono con il riposo, una dieta adeguata e con qualche aiuto/rimedio naturale, che spalleggia il sistema immunitario. I normo-reattivi non conoscono patologie croniche in giovane età.

Secondo il punto di vista della Medicina Naturale le allergie sono un fenomeno multi-causale e quindi la somma di vari tipi di errori, combinati ovviamente in maniera individuale.

Vediamone alcuni:

  • Crescita/vita quasi esclusivamente in ambienti chiusi e troppo puliti;
  • Vaccinazioni: sono il tentativo parzialmente riuscito di eliminazione delle malattie infantili con però un altissimo prezzo: crescita esplosiva delle malattie croniche e riduzione di una solida salute da adulti (quando sarò in vena scriverò anche il post sullo spinoso argomento dei vaccini);
  • “Terapie” a base di antibiotici, cortisonici, antipiretici e antinfiammatori per “curare” le malattie acute infantili, che sono praticamente e quasi sempre dei normalissimi “allenamenti immunitari” (leggetevi gli altri miei post sul sistema immunitario, qui e qui).
  • Alimentazione troppo raffinata e con cibi industriali; dobbiamo invece cibarci con alimenti che dovrebbero essere “viveri naturali” (non trattati/denaturati), stagionali e preparati in casa (guardate magari la mia rubrica “Ali per la mente” sul blog di cucina consapevole il pasto nudo di Izn, ad esempio quello intitolato La pappa buonissima).
  • Mancanza sempre maggiore della preziosissima luce solare (per non parlare della mania diffusa di mettere gli occhialini da sole ai bambini anche piccolissimi, sigh). Vi scriverò sicuramente anche un post sul sole.
  • Mancanza di contatti regolari con la Natura: giocare su un prato, leccare un po’ di qua e un po’ di là mentre si gattona, arrotolarsi giù per una collinetta, assaggiare la sabbia, la terra, l’acqua del mare, toccare le lumache, farsi pizzicare da una formica e simili… Inoltre: giocare con gli animali, con altri bambini di diverse età, magari con il “moccolone” al naso, e mangiare il biscotto dopo che è caduto a terra. Credo sia pure utile andare a giocare nelle vecchie soffitte e nei disimpegni pieni di polvere atavica, luoghi ideali per allenare il giovane sistema immunitario in divenire;
  • Sciroppi vari a base di vitamine e minerali che mai potranno sostituire un vero frutto e una vera verdura;
  • Creme e cremine, compresi gli antisolari tanto in voga, anti-zanzare, anti-infiammatori e simili, fin dalla nascita. Andate a toccarvi il “groppino” alla base della nuca (quel posto dove non ci laviamo praticamente mai, per intenderci): è bello unto, eppure è… pulito. Perché la nostra pelle si auto-deterge e si auto-ingrassa. E scriverò anche un bel post sulla pelle… prima o poi;
  • “Metti il cappellino in testa!” “Non sudare, che poi ti ammali!” “Non saltare giù dal muro, non arrampicarti sulla ringhiera, non toccare la terra!”, e tanti e tanti altri NO. Insomma, avete capito, credo, ciò che intendo dire.
  • La scuola: i nostri figli stanno troppo fermi e mal seduti. Il cervello, invece, funziona molto meglio in presenza di movimento. Secondo un mio ideale la scuola dovrebbe prevedere lezioni in classe non oltre le 4 ore, dopo le quali andrebbero organizzate solo lezioni pratiche (le famose tecniche vere!). Tanto il bambino dotato, appassionato e curioso impara tutto da sè.
  • Esposizione perenne alla luce artificiale: la peggiore di tutte è la luce al neon, che stimola il “Simpaticotono”, che vuol dire attivazione di stress, adrenalina, cortisolo. Il risultato è la mancanza di “Vagotono”, cioè il sistema della capacità immunitaria normo-funzionante della rigenerazione e fortificazione della salute (ne ho già scritto qui sul blog).
  • Eccessiva esposizione all’aria condizionata. Essa favorisce gli stress respiratori: infatti, come medici ormai ci siamo abituati a vedere patologie bronchiali 12 mesi all’anno. Ma non è sempre stato così;
  • Inquinamento della nostra aria (ad esempio i “termovalorizzatori”: che significa bruciare i rifiuti in grande quantità e renderli poi assimilabili dai nostri polmoni (nano-particelle, che entrano nel corpo dagli alveoli). Un capitolo veramente triste e preoccupante (trovate qualche info qui).

Sicuramente ci sono ancora altri punti da evidenziare, ma direi che questi sono i più importanti.

Il tutto viene notevolmente peggiorato dall’attuale posizione accademica, che vuole che un bambino allergico sia classificato “debole”, quindi deve sottoporsi subito a terapie intense non appena si ammala di patologie acute febbrili. Per esempio: un bambino allergico, magari asmatico, quando prende una bronchite febbrile, viene trattato da protocollo con farmaci sintomatici: anti-piretico, anti-infiammatorio (soprattutto cortisone), anti-biotico.
Proprio questo è il punto fondamentale della “follia attuale” (mi scuserete per il termine, ma io lo vivo esattamente così). Con tale metodo non si ottiene altro che un graduale peggioramento e una quasi garantita cronicizzazione dei problemi.

E siamo un’altra volta sulla strada di accettarlo come “normale” in quanto “ereditato”, quindi non guaribile. Sono allergico, ergo sum. E “la bella compagnia” cresce ogni giorno.

Che fare allora?
Come uscire da questi circoli viziosi?
Come affrontare la situazione di un’allergia ormai manifesta e incallita?

Per semplificare la lettura, vi elenco di nuovo i punti più importanti:

  • Consapevolezza: chiedere, studiare, capire. Infine cambiare, e agire. Assumendosi le proprie responsabilità;
  • Consultare (se possibile) terapisti con una visione olistica, in grado cioè di sostenere ed accompagnare con rimedi e consigli pratici per uscire gradualmente dalla spirale terapeutica sintomatica;
  • Fondamentale è risanare la flora intestinale con il ripristino della simbiosi naturale (l’intestino è la “madre” di quasi tutte le allergie);
  • Interessante nella classica allergia primaverile è la desensibilizzazione assumendo per bocca il Polline delle api (ma solo quello che raccolgono le nostre api nazionali, il Polline proveniente dall’estero non è adatto) nel periodo antecedente al periodo allergico. Negli allegici gravi meglio però non autogestire la cosa ma assumere il Polline solo sotto attenta valutazione medica. Il nostro problema attuale è infatti la “ipo-esposizione alla vera natura”: ne risulta un sistema immunitario debole, ipostimolato e quindi inesperto;
  • Cambiare le abitudini alimentari: ottimo luogo (e gratuito) per imparare tante cose e scambiarsi opinioni e perplessità/dubbi, è il blog di Izn (come noterete ci sponsorizziamo a vicenda per affinità elettive :-))
  • Muoversi di più, ma mooooolto di più, e all’aperto: provate per esempio a praticare il trekking! Qui un indirizzo bellissimo: recentemente ho fatto una rigenerante esperienza di slow-trekking con loro.
  • Spegnete la TV. E fate, invece, cose molto più interessanti e più appaganti (visto che tutti dicono a gran voce che *non hanno tempo*, faccio questa proposta fattibilissima, a zero costi ed immediatamente costruttiva);
  • Bere molto di più (acqua ovviamente). Un geniale e interessantissimo libro è questo; se non lo conoscete già, leggetelo :-)
  • Lasciare “lavorare” in inverno le “malattie calde”, cioè le malattie febbrili, importantissime per uscire dalle “malattie fredde” croniche, come appunto sono le allergie: la febbre è un generoso amico, grande alleato della salute vera, perché modula il terreno cronico;
  • Un metodo veramente interessante è il sistema del medico russo Dr.K.P. Buteyko. Curiosate qui;
  • Godetevi la vita, anche nel piccolo quotidiano: il godimento produce forza immunitaria… gratuitamente!
  • Cercate di uscire dalle ansie inutili (ansia anticipatrice). L’ansia cronica impedisce un buon funzionamento immunitario;
  • Fatevi infine un bel “resetting mentale”: perché dalle allergie si può guarire… e perché il nostro corpo può essere ri-programmato.

Giusto per completare il quadro, aggiungo ancora qualche informazione di tipo generale:

le allergie si manifestano sulla cute (come dermatite atopica, dermatiti da contatto, orticarie) e sulle mucose (rinite, congiuntivite, asma bronchiale, stomatiti, diarrea, vomito).

Esse si distinguono in 2 grandi sottotipi (le altre definizioni esistenti ve le risparmio perché di scarso interesse ai fini pratici):
a) ipersensibilità ritardata (manifestazione allergica dopo parecchie ore).
b) ipersensibilità immediata (queste sono le pericolose reazioni di anafilassi).

Ricordo anche, che le cosiddette *intolleranze* non sono allergie e vanno distinte da queste ultime; nelle allergie, infatti, il corpo reagisce già a piccolissime quantità di Allergeni (=fattori scatenanti), mentre nelle suddette intolleranze le più svariate reazioni corporee sono chiaramente dose/quantità dipendenti.

E ancora, un po’ di etimologia che non guasta mai: il termine allergia deriva dal greco allos (altro) ed ergon (lavoro, reazione), quindi: altra reazione, inteso nel senso di reazione anomala.

Non resisto a farvi meditare su alcune considerazioni “psico-filosofiche”; che mal che vada potete prenderle come un curioso gioco intellettivo :-)

Il timbro base di tutte le allergie è senza dubbio l’aggressività (una delle forze del principio di Marte). Sicuramente viviamo in una società con molte aggressività soppresse o molto mal espresse. Definiamo e percepiamo ormai solo il suo lato distruttivo (aggressione = distruzione)

Di per se l’aggressività non è un dato negativo assoluto: serve per raggiungere determinati obbiettivi: pensate come in primavera la terra viene superata dalle piante che forano letteralmente le zolle spinte da una energia primordiale di vita ed espansione.
Forse oggi ci manca proprio questo: una sana spinta coraggiosa per superare noi stessi spingendoci oltre… quella misteriosa forza che porta il bambino ad alzarsi in piedi contro la gravità o che fa alzare di nuovo un malato grave dal suo morbo invalidante.

Quindi l’altro principio di Marte è il coraggio; ed è proprio lui che manca in molte esistenze moderne segnate dall’adattamento eccessivo e compensate da una “aggressività accumulata” e poi scaricata gratuitamente contro pollini e simili testimoni della vita vera.

Che altro dire? Null’altro, direi.
Altrimenti vi si scatena una sorta di intolleranza da eccessiva informazione :-)

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  1. Sei un genio. E’ p-e-r-f-e-t-t-o. Tutto sacrosanto e così imbarazzantemente evidente, che ti chiedi come sia possibile proseguire “in direzione ostinata e contraria” per dila con le parole di De Andrè.
    Brava.

  2. Questo post è meravigliosamente chiaro. Sono qui che leggo nel mio studio col fazzoletto in mano.. e un’asmetta che per ora dormicchia ma che aspetta… e trovo tutto molto illuminante. Ci siamo trasferiti da poco in campagna, e voglio vedere cosa combina adesso il mio corpo così vicino al ‘nemico’. I miei bambini con atopica li lascio sporcare, li porto in mezzo ai prati e lanciano il fieno.
    Tra le cose che elenchi, ne ho una in particolare che non riesco a togliermi di dosso: l’ansia anticipatrice. Penso di essere la numero uno in quel campo. E ora mi hai dato un motivo in più per cercare di porre rimedio. Grazie.

  3. fantastico, illuminante, da condividere con tutti tutti tutti!!
    e infatti condivido, perché le tue parole sono senz’altro più convincenti delle mie, che spesso fanno storcere il naso…

  4. una curiosità semiseria a mente più fresca, perché tra le sfighe ereditarie ci hai messo pure l’amore per la pittura?
    Simili argomentazioni le sentiamo anche per giustificare i piedi piatti, l’antipatia per la matematica, l’obesità, la pigrizia, l’amore per la pittura, l’odio verso l’aglio e l’indigeribilità delle arachidi.” eheheheh

  5. Sono “gnucca” (ossia dura di comprendonio): ma allora perchè non riesco più a gustarmi un pezzetto di cioccolato fondente o un pomodoro che mi si scatena l’orticaria per tre lunghissimi giorni (anzi soprattutto di notte). Non so più cosa mangiare! Cosa devo fare Sabine?

  6. grazie Elenapetulia, mi piace la tua espressione: “imbarazzantemente evidente”… si, è proprio cosi
    :-)
    Grande De André… non tramonta mai, anzi è sempre più attuale.

  7. Salve coraggiosa Mammainverde; perfetto! Superare l’ ansia anticipatrice pian piano è una “genialata”. La vita diventa più leggera… magari tieni qualche piccola paura come “ricordo”… non si deve mai esagerare :-)

  8. grazie Valeria per i commenti simpatici.
    Sei un’ ottima osservatrice. Non me ne sono accorta… ma ora ho capito perché ho messo l’amore per la pittura nell’ elenco! A me sarebbe piaciuto moltissimo fare la pittrice-ma i miei dicevano sempre che i “pittori non mangiano”… vedi: ho memorizzato questa frase senza riflettere ed è finita nell’elenco (da non crederci…questa è la forze dell’ imprinting!). Grazie mille per questa osservazione. Se ne impara sempre una :-))

  9. Salve Anna, purtroppo non sono la “Maga Magò”…bisognerebbe indagare come mai non puoi mangiare questi cibi. Ognuno ha il suo perché: è un rebus da risolvere. In parte dipende dall’ istamina contenuto nei cibi…ma non è la sola causa. Ci sono spesso anche fattori individuali.
    Ti consiglio una terapia disintossicante e di immunomodulazione sotto guida di qualche medico di “ampia veduta”.
    :-)

  10. cara dott. esse…..l’orticaria (che io ho da circa un anno) può essere anche rabbia/stanchezza/rancori covati vero???
    (come si dice quando qualcosa/qualcuno ci fa venire l’orticaria!!!!!’)

  11. ad essere onesti l’osservatrice attenta non sono io, ma è una mia amica (ho condiviso questo post sul mio profilo FB) artista che, forse, sentendosi toccata dalla cosa l’ha notata subito…ehehe, dunque non posso prenderme il merito.

  12. @Valeria: Ciao, secondo me, invece, in quella frase che tu menzioni, la dr.ssa non intendeva solo “i difetti ereditati”, ma anche “le passioni” “i talenti”… Io almeno l’ho intesa così…
    Salutone, Silvia N.

  13. @Valeria: … ma dalla risposta che ti ha dato…. hai ragione tu!!!
    Silvia N.

  14. Silvia, il mondo è anche bello perché è soggettivo…
    :-)

  15. si Lucia… è possibile. Ma ricordiamoci la mono-causa non esiste. Se cado per es. in bici perché c’ è un sasso in strada, potrei dare la colpa al sasso. Invece potrebbe essere che ho litigato prima con un’ amica, sono stanca perché non dormo abbastanza da 1 settimana e la luce mi abbagliava la vista…e cosi via.
    Il sasso è quindi solo l’ ultimo elemento che mi insegna che sono “fuori equilibrio”.
    :-)

  16. Senti, ma i tuoi post sono uno piú bello dell´altro! E ognuno apre mille porte. Sai che faccio? Me li stampo e li “medito” per benino punto per punto! L´ansia, nel mio caso, e la paura dei mille e mille cambiamenti radicali che la vita mi ha presentato negli ultimi dieci anni, mi hanno sviluppato tante intolleranze, se non proprio allergie. Sono quasi tutte passate nel momento in cui ho deciso di aprirmi alla vita e alle novitá che mi pone e non nuotare contro corrente od opporre resistenza (ho capito che non ero un salmone, tutto qui). La cosa strana é che questo approccio ansioso é comunque tipico di una parte della mia famiglia, é vero. L´ho respirato a quando sono nata, si puó dire, piú che ereditato. Per questo vedo una parte di veritá, quando molti affermano: “Eh, anche mia madre aveva la gastrite!” “Anche suo nonno i calcoli ai reni”. Certo, puó essere. Ma perché i genitori ci insegnano anche come affrontare la vita o le situazioni che ci presenta. Sta a noi, da grandi, decidere cosa tenere e cosa resettare, del programma che ci hanno installato. Almeno, cosí la vedo io. Se non “digerisco” la mia vita, difficilmente digeriró il cibo che mangio (nel mio caso).
    Altro esempio: mia suocera sosteneva che suo figlio (mio marito) avesse ventimila allergie. Possibile. Anzi, ricordo ancora i primi anni, sul Baltico, che sofferenza, con gli occhi gonfi e rossi e starnuti continui e russare, in primavera. Peró con un rimedio omeopatico unico (il *suo*) non ha piú avuto nulla. Mai piú. Ehm…si é licenziato, veramente, cosí non aveva piú aggressivitá repressa nei confronti del suo “Dekan” eh eh…Ne avrei mille, di esempi, come tutti voi. Per questo ve li risparmio. Grazie ancora, davvero. Divulgo! :-))

  17. ciao Claudia…detto da te mi sento onorata!… hai fatto delle ottime osservazioni.
    Noi siamo sistemi complessi… tutto è collegato come in un grande “mobile”.
    Infatti piuttosto di “combattere” contro i nostri malanni a volte è più furbo chiederci che cosa ci fa bene (e realizzarlo)…e come per magia migliora la salute.
    :-)

  18. Ciao Sabine, bellissimo post, davvero complimenti!
    Ho studiato naturopatia e ho letto qualche anno fa il libro di Lipton, che insieme a tanti altri mi ha davvero aperto la mente, e non posso che essere felice quando leggo di argomenti come le allergie trattati in questo modo.
    Da oggi il tuo blog entra nei preferiti, non lo conoscevo, ci sono arrivata attraverso una condivisione di cobrizoperla.
    Grazie ancora :)

  19. Ciao Sabine, il tuo post mi tocca molto in quanto sono allergica al latte da quando sono nata e forse alcuni consigli che dai sono giusti ma alcuni sono un po’ superflui. Infatti purtroppo è accertato che una persone allergica sia più cagionevole infatti io da piccola avevo frequentissimi attacchi d’asma (e ti posso assicurare sulla mia pelle che passano solo con il cortisone) e mi ammalavo spessissimo. Eppure mia mamma mi portava molto fuori, giocavo sempre con gli altri bambini e facevo una vita normalissima quindi dubito che la causa dei miei malanni sia stata l’eccessiva protettività.
    Ti posso assicurare che ho mangiato nel miglior modo possibile, bevuto litri di acqua, consultato specialisti di ogni genere ma dopo 25 anni di allergia mi sento di dire che se di vera allergia si tratta (da non confondere come hai detto tu con l’intolleranza) non c’è nessun rimedio se non il cortisone nei momenti peggiori. Le cause dell’allergia non so quale siano però indagando tra le mie conoscenze sono l’unica allergica e l’unica ad avere parenti che hanno questi problemi; non sarà ereditario ma secondo me un po’ i geni c’entrano.
    Con questo è la prima volta che leggo il tuo blog e ho commentato perchè è un argomento che mi sta a cuore e a volte viene troppo banalizzato ma i tuoi consigli saranno validi sicuramente per altre persone. A mio parere, per chi ha un’allergia grave, c’è ben poco da sperimentare.

  20. Buonasera e mille complimenti per l’interessante articolo (pian pianino mi leggerò tutto il blog, promesso). Ho un figlio di 18 mesi e non ho mai voluto far entrare in casa lo sterilizzatore. Non gli ho mai fatto bollire i biberon, non gli lavo le mani ogni 3×2 e in spiaggia la scorsa estate credo abbia ingerito un kg di sabbia al giorno (viviamO al mare).
    Si è ammalato questa settimana x la prima volta nella sua vita (niente di che, moccio al naso e un po’ di febbre). Io sono cresciuta così e mi sono ammalata poco e mai in modo grave. Non sono una fan delle medicine, ma ovviamente non le demonizzo. E cerco di non sviluppare ansie Pre tempore (a quelle ci pensa cmq mio marito).

    Per ora il mio modo di fare spartano (per alcune mamme che conosco sono un incosciente) mi ha dato ragione.

    Scusa per il commento lunghissimo ma avevo voglia di condividere la mia esperienza.

  21. salve l*elisa…grazie per il simpatico commento. Hai un interessantissimo blog…ho fatto un giro e mi pare una bella iniziativa. In bocca al lupo per il futuro di questi scambi utilissimi :-)

  22. ciao Laura, siamo purtroppo abituati a ragionare in maniera quasi esclusivamente lineare: gene difettoso-allergia-terapia sintomatica.
    Non fraintendere, ma le vie per uscirne sono potenzialmente tante, ma chiedono creatività, molta curiosità ed insistenza.
    Scrivi che ci siano “consigli superflui”: forse per te si…ma per altri forse no. Penso che un Prof di matematica non esclama che 3+3=6 sia superfluo solo perché lui è ormai esperto della materia.
    Ovviamente ci sono delle priorità da seguire: finche non si cerca/trova una strada alternativa il cortisone è un ottima scelta (è un farmaco che stimo moltissimo in determinate situazioni d’ urgenza).
    Mai dire mai…chi cerca trova… e se non trova impara comunque tante altre cose interessanti per strada :-)

  23. grazie tante Laura per questa testimonianza… si direbbe che sei una mamma “alla tedesca”. Pure io sono cresciuta così… col famoso moccolone verde d’ inverno.
    Ho visto che vivi in Romagna al mare!… stupenda cornice di crescita anche fuori stagione. Nessuna medicina sostituisce il clima marittimo… nessuna :-)

  24. Brava Sabine! Abbiamo bisogno di voci fuori dal coro, come la tua. Porto la mia piccola testimonianza per confermare la tua esperienza e le tue intuizioni e rincuorare quanti si sentono destinati ad assumere per sempre antistaminici. Sono stata allergica grave. Allergia cronica. Due shock anafilattici (dovuti non si sa a cosa). Due ricoveri. Giravo con una siringa di adrenalina infilata nello zaino, in compagnia di cortisone e antistaminici. Poi ho deciso di provare con altro e con l’aiuto di un medico con un approccio olistico ho cominciato a cambiare le mie abitudini e il mio sguardo sulla malattia. Ho cambiato alimentazione. Ho fatto l’agopuntura. Ho smesso gradualmente i farmaci allopatici. Ho fatto lavorare la febbre quando avevo l’influenza. Alla fine ho percepito il mio corpo e i suoi messaggi e SONO GUARITA!

  25. si, Riccione è un bel posto in cui vivere, soprattutto per la possibilità di passeggiare vicino al mare tutto l’anno. :)

    Tra poco ci trasferiremo leggermente fuori città: la campagna da noi è molto vicina cmq al mare, cinque-sei km, una bazzecola. A tal proposito ti farò sapere come reagirà mio marito alla campagna. Da bambino era asmatico e allergico in forma piuttosto pesante (attacchi frequenti da tenere a bada con cortisone)ma crescendo i fastidi si sono leggermente attenuati. Vedremo se le sue difese immunitarie si rimboccheranno le maniche.

  26. Grazie Lucia per questa coraggiosa testimonianza. La chiave per uscire da situazioni del genere parte proprio dal “soggetto sofferente” che decide con forza e coraggio di trovare un’ altra strada. Brava :-)

  27. Vedremo Laura, la vita è un’avventura e se ne impara sempre delle nuove… :-)

  28. ho bevuto, più che letto questo post,perchè in casa mia sin da piccola si è mangiato pane e allergie con contorno di cortisone e parliamo degli inizi anni 60,mia sorella sempre asmatica, io l’ho sviluppata da adulta, ma con conseguenze di 3 broncopolmoniti, poi ho conosciuto uno pneumologo che con una mano ti applicava una flebo di bentelan e con l’altra mi insegnava a respirare, e devo dire che quando, per due anni, ho fatto fisioterapia respiratoria, mi insegnavano a respirare allargando la pancia, l’aria deve andare sotto lo sterno, un pò quello che fanno chi studia canto, comunque sono stata molto meglio.Purtroppo tutte queste cure mi hanno fatto ingrassare moltissimo e mi hanno regalato un metabolismo da schifo per cui pur mangiando poco non dimagrisco.L’anno scorso sono stat ricoverata di P.S.per una crisi di asma e solo per aver avuto ossigeno per 24 ore, mi sono sgonfiata e sembravo un’altra persona,quindi sono convintissima di quello che dicevi sopra sul saper respirare.Scusa le tante parole, solo che prima ho letto il post sulla lana e siccome ora mi nasce una nipotina volevo comprare un coprimateraso in vello, ma ho paura delle reazioni allergiche,mi aiuti?La mamma, mia figlia, anche lei è un soggetto con rinite allergica.

  29. Rosanna, quante esperienze pesanti!… gli allergici siamo noi… non è il vello a farci l’allergia. Il problema sta nel sistema immunitario che è privo di esperienze proprie, vere e graduali (i famosi 7 anni, come spiego nei post sul sistema immunitario). Personalmente non credo che si eredita l’allergia (magari giusto una certa predisposizione). Ma se trattiamo i figli come i genitori (vaccini-farmaci a gogo-omogeneizzati-cibo spazzatura-TV oltre 3 ore al di-non sporcarsi mai-non correre all’aperto…) avremo pure i medesimi risultati?!
    Ottimo gli esercizi respiratori, brava… sono utilissimi, ma purtroppo quasi del tutto sconosciuti.

  30. La mia nipotina ora è in Puglia.
    Appena arrivata in spiaggia e’ entrata in acqua e siccome non era tanto calda le gambe si sono riempite di bubboni .
    Le hanno detto che questo è causato dal freddo cioè un eritema.
    Cosa si deve fare?

  31. Grazie mille per questo articolo! ho trovato conferma al mio sentire, e soprattutto speranza di guarigione!
    io sono allergica, mio marito anche e abbiamo due bambine, una di 6 anni che non presenta sintomi di allergie e una di 2 e mezzo che ha già avuto due crisi asmatiche e risulta allergica alla polvere. leggere questo articolo mi ha dato speranza che la mia bambina possa guarire dall’allergia! grazie mille!

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