Fuoco… e acqua.

Durante queste festività mi sono imbattuta per caso in questa immagine del ragazzo cinese che lavora in condizioni disumane per produrre durante tutto l’anno gli addobbi natalizi per il nostro ricco mondo occidentale. Trovate l’articolo e le fonti della foto qui.

natale_cina_6

Questo viso dietro la maschera di carta non mi ha più lasciato per tutte queste feste… e visto che è giovane, immaginavo che potesse essere mio figlio.

 

Così ho deciso di scrivere un post… per elaborare e condividere con voi qualche pensiero, diciamo inter-disciplinare.

 

L’immagine mi ha catapultata immediatamente nel colore Rosso e i suoi significati molteplici, di cui il più potente è senz’altro il fuoco, noto simbolo della forza maschile e patriarcale:

fuoco, forza, azione, violenza, guerra, pericolo, espansione, incendio, rogo, esplosione, ustione, infiammazione, febbre, eliminazione, scissione, distruzione… ma anche altri aspetti come passione, vigore, entusiasmo, coraggio, cuore, amore.

Il comune denominatore è senz’altro la forza espansiva, centrifuga… sia come pura forza distruttiva bellica, sia come forza del cuore, del coraggio di un animo che lotta, per esempio, per una persona amata, o per una giusta causa.

Questa immagine del ragazzo tutto rosso congiunge la forza spietata del mondo del commercio (guerra/concorrenza), e le luci amorevoli e calde dei nostri natali e dei nostri figli, travestiti da babbi natale con uno di quei “berretti Made in China”… mentre giocano magari sulla Playstation con un nuovo videogioco di guerra, regalo di Natale (… che è la festa della pace!).

Questa immagine rispecchia quanto il nostro Sistema di Vita sia patologico.

 

Penso che sia proprio questo aspetto che mi ha colpito così nel profondo: l’assurdo filo rosso che collega questo ragazzo intossicato e il nostro rituale e magico gioco annuale del babbo natale.

 

Siccome lavoro e ragiono a livello Sistemico, ho comunque sentito il bisogno di dover includere nei miei ragionamenti il polo opposto al rosso: il blu.

Il colore Blu è il polo complementare al Rosso nel “sistema dell’uomo a quattro colori” di Max Luescher, conosciuto in tutto il mondo per il suo geniale Sistema…, brillante pure per le quattro Qualità dell’Attività Pensante, partendo dai quattro concetti di Aristotele: aria-acqua-terra-fuoco. C’ è un po’ da studiare, ma come premio si “accendono mille e una lampadina”.

Lüscher ne ha fatto derivare perfino i fondamenti logici delle norme etiche con rigorosità scientifica dal suo sistema. Se volete comprendere qualcosa sulla mente e sulla psiche umana, non potete lasciare da parte Lüscher, unico nel suo genere!

Nel sistema di Luescher l’asse blu-rossa rappresenta la funzione creativa dell’essere umano.

Ciò che ci distingue dagli animali è proprio la capacità creativa, infatti l’essere umano è un co-creatore, che sia la coltivazione di Orti e Giardini Eden, o la fabbricazione di Kalashnikov per combattere l’ennesima guerra: sempre di “creatività” si tratta, “sia nel bene che nel male” come si usa dire… e non c’è dubbio che in questo momento storico pendiamo dal polo dei Kalashnikov, sia per la produzione e l’utilizzo vero e proprio di quest’arma, sia per i nostri personalissimi pensieri facilmente violenti e aggressivi, espressi a voce o “soltanto” nei pensieri, contro il nemico di turno, come per esempio il conduttore di un’auto che ci taglia la strada senza darci la precedenza all’incrocio.

Non si può comprendere l’anima del colore Rosso senza considerare il polo opposto, ovvero il colore Blu, così come non si può ragionare su un uomo senza considerare la donna, o sulla mano destra considerando solo la mano sinistra, o sulla luce senza considerare il buio.

DSCF2292 - Versione 2

Ragioniamo allora sulla simbologia del Blu (concetto Acqua), dimora del principio originario femminile e materno.

Acqua, mare, fiume, lago, piogge, cielo, purezza, trasparenza, nutrizione, allattamento, vita, vitalità, femminilità, abbraccio dolce, gravidanza, giovinezza, elasticità, dedizione,… ma anche riflessione, introspezione, depressione, passività, stasi.

 

DSCF1269

Come vedete anche nel blu troviamo aspetti molto vari e perfino opposti.

Il blu è, infine, polare al rosso per il suo movimento centripeto.

Della “fusione dinamica” fra il rosso e il blu ho già parlato in dettaglio in questo articolo.

 

Torniamo ancora al giovane uomo anonimo cinese: a me viene spontaneo mandarlo al mare, su un lago, oppure su un’isola per depurare i suoi polmoni e la sua mente da quel terribile loculo tossico!

 

Immaginate una qualsiasi forma di vita: un elefante, un leone, un coniglio, un riccio, un delfino, una manta, un alveare, oppure una quercia, una rosa, una margherita, un bambino, un uomo, una donna. Togliete immaginariamente l’acqua da ognuna di queste vite e avrete soltanto un pugno di cenere fra le mani. Nulla vive senza acqua. Se togliamo l’acqua alla Terra, il nostro pianeta blu si trasforma in una luna.

Perché vi parlo e insisto sull’ acqua…?!   

Perché nell’immagine del ragazzo cinese l’acqua è in grave pericolo: l’acqua del suo sangue, del suo tessuto connettivo, della sua linfa. Il sangue della terra è proprio l’acqua, e non è una metafora, bensì una frase di Victor Schauberger (pioniere delle ricerche sulla vera natura dell’acqua, purtroppo poco conosciuto in Italia), geniale e acuto osservatore del “corpo acqua” sulla nostra meravigliosa terra, con la schiena bruciata dalle guerre e la linfa intossicata dalla plastica e da infinite altre tossine.

Allora arriviamo per forza alla prossima e ultima tremenda realtà che si trasformerà in guerra: quella delle acque, ovvero la guerra commerciale sulle sorgenti.

Un marchio conosciuto a tutti è Nestlé (che, pensate, significa… “Nido”…) che spinge insieme ad altre multinazionali alla commercializzazione dell’acqua come se fosse un qualsiasi alimento, tipo brioches, o merendina, o tonno in scatola. Si tratta di una grave questione, ma ancora poco compresa dalla maggior parte delle persone…, che un giorno, ahimè, ci colpirà come un pugnale di ghiaccio.

 

L’acqua, l’aria, la terra (suolo), il fuoco(sole) sono beni comuni e sono diritto innato per ogni forma di vita.

 

Ebbene qualcuno (chiamiamoli “big-money”) non la pensa proprio così. Fate un giro su you-tube, c’è materiale per almeno un pomeriggio.

Un film documentario (in tedesco) che indaga sull’intera questione del cibo industriale sul nostro pianeta è “We feed the worlddi Erwin Wagenhofer, ad oggi non disponibile in Italiano… qualche info in italiano qui.

 

Ogni essere umano e ogni altra forma di vita è costituito da aria+acqua+terra+fuoco, meravigliosamente amalgamati, e nel nostro caso su due gambe. Salute e malattia dipendono dal rapporto dinamico, ritmico e armonioso dei quattro elementi nel nostro corpo, della nostra psiche e del nostro spirito.

Fuoco e Acqua sono uno sposalizio arduo e piuttosto dinamico: in natura sarebbe una danza equilibrata e alternata, per noi umani, invece, ancora un compito difficile perché lo dobbiamo sperimentare e applicare, oltre al nostro corpo, anche nella psiche e nello spirito: problema difficile, ma che non è più rimandabile, perché quando la terra sarà bruciata ed essicata dalle guerre, il suo sangue (sorgenti, fiumi, laghi, mari) intossicato dalla plastica e da altri residui tossici delle nostre industrie  in continua crescita (perfino dalle nostre “medicine-farmaci”, vere e proprie tossine ambientali)…, non ci servirà più la nobiltà d’animo o l’amore reciproco o l’abbraccio materno.

Il nostro corpo è un Tempio da tenere pulito e ordinato, e la nostra Terra è la casa di tutti.

 

Mi fermo qui, penso che l’immagine del ragazzo cinese mi accompagnerà ancora a lungo… ed è giusto così.

 

Per il prossimo anno desidero essere ancora più attenta nei miei acquisti, rinunciare a certe offerte e a certe voglie di consumo. Spendere i soldi al meglio e darli soprattutto a chi investe nella terra e nella salute collettiva. Acquistare prodotti biologici presi nei mercatini, o direttamente dai produttori, o nei negozi piccoli, o attraverso i g.a.s. Trovare la sarta che mi rinnovi un vestito vecchio, fare il car-pooling per gli spostamenti, organizzare vacanze sulle mie gambe. E… fare gli addobbi di Natale con le mie stesse mani, smettere del tutto di comprare regali, piuttosto crearli io stessa, o riciclare un bel libro, o chiedere a qualcuno che sappia lavorare ancora le Arti, quelle con la A maiuscola.

 

A tutti, a chi ha letto e a chi non ha letto questo post, auguro un 2016 più consapevole, pieno di luci e lucine, di scambi e sorrisi veri, e di felice autenticità.

 

Qui trovate un interessante nonché bellissimo “gioiello”, ovvero il cartone animato (Fantasia 2000) dei fratelli Brizzi…, che illustra magicamente il rapporto tra acqua e fuoco in natura. Dura poco più di 8 minuti. Vale la pena :-)

 

Questo post è nato con una immagine rosso fuoco… e lo concludo con una poesia sull’ acqua della indimenticabile Wislawa Szymborska.

 

 

L’acqua

Sulla mano mi é caduta una goccia di pioggia,
attinta dal Gange e dal Nilo,
dalla brina ascesa in cielo sui baffi d’una foca,
dalle brocche rotte nelle citta di Ys e Tiro.
Sul mio dito indice il mar Caspio è un mare aperto,
e il Pacifico affluisce docile nella Rudawa,
la stessa che svolazzava come nuvoletta su Parigi
nell’anno settecentosessantaquattro
il sette maggio alle tre del mattino.
Non bastano le bocche per pronunciare
tutti i tuoi fuggevoli nomi, acqua.
Dovrei darti un nome in tutte le lingue
pronunciando tutte le vocali insieme
e al tempo stesso tacere – per il lago
che non è riuscito ad avere un nome
e non esiste in terra – come in cielo
non esiste la stella che si rifletta in esso.
Qualcuno annegava, qualcuno ti invocava morendo.
E’ accaduto tanto tempo fa, ed è accaduto ieri.
Spegnevi case in fiamme, trascinavi via case
come alberi, foreste come città.
Eri in battisteri e in vasche cortigiane.
Nei baci, nei sudari.
A scavar pietre, a nutrire arcobaleni.
Nel sudore e nella rugiada di piramidi e lillà.
Quanto é leggero tutto questo in una goccia di pioggia.
Con che delicatezza il mondo mi tocca.
Qualunque cosa ogniqualvolta ovunque sia accaduta,
é scritta sull’acqua di babele.
Wislawa Szymborska

 

Condividi
  1. quando ho visto la foto anch’io ho pensato a mio figlio, al caso di nascere da questa parte del mare, all’empatia, e subito dopo alla follia dell’economia che ci governa,
    alla disperazione di non credere di riuscire in alcun modo a guarire le ingiustizie che noi esseri umani siamo così veloci a condannare e altrettanto solerti a perpetrare senza magari accorgercene, perché pensiamo troppe volte che “uno” non conta… che quel che faccio tanto non cambia il mondo…

    ecco, questo post ha il merito innanzi tutto, credo, di dar da mangiare ai nostri collegamenti mentali, di farli deragliare dalle vie battute e di sperimentare vie secondarie, e soprattutto di istigarci alla fiducia che i nostri piccoli singoli gesti quotidiani possono (ed è forse il nostro unico potere) contribuire goccia a goccia a sanare almeno qualche pezzo di questa follia globale.

  2. Si Rossella, è proprio cosi.
    Ognuno scelga il proprio compitino e si renda conto del proprio fare/non fare nel “sistema vita” su questa nostra bella terra.
    Pure l’acqua è fatta di singole gocce… e nell’insieme crea fiumi e oceani…e permette al topolino la sua esistenza.
    Sono finiti i tempi dell’ignoranza, da tempo conosciamo la logica profonda del “sistema vita” che è fondato soprattutto sulla simbiosi (molta simbiosi-poca lotta)… basterebbe applicarlo.

  3. Post, come al solito, meraviglioso. Punto di partenza di tante cose. Grazie.

Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *